epicondiliteCosa fare se il dolore non passa con il solito antinfiammatorio?

Può capitare a tutti di avere da tempo od ogni tanto un dolore al polso inspiegabile. Anche il famoso “gomito del tennista”, in termine tecnico epicondilite, può venire fuori senza un apparente motivo; nessuna paura, antidolorifico e passa la paura! Certo…ma poi che fare se torna il dolore?

Un giorno in studio è arrivato un paziente con dolore al polso per la prima visita: in 6 mesi aveva già provato varie possibilità terapeutiche, ma tutte senza risultati apprezzabili. Dopo le solite domande per capire meglio la natura del dolore gli dico: “bene, diamoci un’occhiata!”
Il paziente prende la sedia e si siede a lato del lettino appoggiando la mano per farmela “visitare”.
Gentilmente allora gli chiedo se può togliere la maglietta e stendersi sul lettino per una corretta valutazione anche di collo, spalle, e schiena.
La sua faccia emblematica mi guardava chiedendosi: “Perché?”

epicondiliteSe consideriamo il polso, la mano, od il gomito come un appartamento, dobbiamo pensare ad i nervi come la corrente elettrica, vene ed arterie come al sistema idraulico.
La corrente elettrica nasce dalle vertebre del collo, mentre il sistema idraulico passa dal torace.
Ci sono diversi punti del percorso nel quale questi sistemi possono andare incontro a sofferenza: per citarne alcuni, il collo, la clavicola, la spalla, oppure il gomito stesso.
Per una corretta valutazione di un dolore al polso od al gomito è fondamentale valutare tutti questi passaggi allo scopo di assicurarsi che questi siano liberi da compressioni o tensioni.
Dopo essersi assicurati che “in casa” arrivino correttamente sia la corrente elettrica e l’acqua calda, si possono valutare eventuali disfunzioni articolari o dei tendini di mano e gomito da correggere.

Ecco perché, tornando al nostro paziente con il dolore al polso, prima di farlo sedere per visitare il polso, era necessario farlo sdraiare per valutare tutte le strutture che stanno a monte del problema: collo, spalla, schiena, e altro ancora.
Una corretta valutazione è alla base di un buon trattamento manuale: “perdere” un po’ di tempo per una corretta valutazione è il modo migliore per non cambiare 10 lampadine prima di accorgersi che l’interruttore generale della luce è staccato!

Questo modo di approcciarsi al dolore ed ai disturbi muscolo-scheletrici è l’unica strada efficace per risolvere un problema alla radice, senza essere schiavi di antidolorifici o medicinali che danno un sollievo momentaneo senza però portare ad una risoluzione efficace del sintomo. Se vuoi saperne di più su questo approccio di terapia manuale chiamato osteopatia, leggi questo articolo!

Francesco Marcheselli
Scritto da Francesco Marcheselli