osteopata-mani-potereL’osteopatia è una medicina manuale, ovvero basata su una valutazione ed un trattamento che si esegue esclusivamente con le mani.

Vi siete mai chiesti come funziona una seduta di osteopatia, e come faccia l’osteopata a fare tutto con le mani?

È vero, all’inizio della seduta ovviamente c’è una raccolta dati, poi c’è un’osservazione della postura, ma tutto questo serve più che altro per farsi un’idea di quello che potrebbe essere il problema: l’ultima parola infatti è affidata alle mani ed alla palpazione.
Ovviamente questa è un’arma a doppio taglio per il professionista, che come un vero artigiano deve essere bravo a usare il suo strumento, le sue mani, altrimenti i risultati non saranno soddisfacenti.

Per alcune persone non è facile accettare questo concetto, alcuni pazienti rimangono perplessi quando vedono che non ci sono esercizi, ripetizioni, o attrezzi nella seduta di osteopatia, probabilmente perché non hanno chiaro cosa faccia l’osteopata, e come faccia a farlo.
Le reazioni dei pazienti che non si aspettavano un trattamento “puramente” manuale sono le più disparate: c’è chi chiede quando si iniziano gli esercizi, chi è preoccupato che si tratti di stregoneria, chi è scettico e chi chiede se abbiamo un potere magico nelle mani.
Niente di tutto questo, per quanto difficile da concepire, le mani dell’osteopata non hanno niente di speciale o di magico, sono solo mani allenate ed esperte, associate ad un modo di pensare leggermente fuori dagli schemi classici.

Schermata 2018-01-14 alle 15.59.40Nella vita quotidiana siamo soliti confrontarci con professionisti che per necessità hanno dovuto affinare un senso specifico ed associarci un modo di pensare leggermente fuori dagli schemi: pensate alla faccia che fate quando un sommelier, assaggiando un vino rosso, riferisce note di erba tagliata, o quando un musicista sente uno strumento non perfettamente accordato quando noi non stavamo notando niente di strano.
Ecco, l’osteopata affina il tatto, ed è in grado di riconoscere nei tessuti del paziente (muscoli, legamenti, articolazioni..) qual è lo strumento non accordato dell’orchestra del corpo che sta provocando il dolore o l’alterazione della postura.

Per considerare queste capacità non come un superpotere, ma semplicemente come un senso maggiormente allenato di altri, al pari dell’olfatto del sommelier o dell’udito del musicista, vi racconto di un articolo che può aiutare a chiarirvi le idee.

Uno studio americano, di un gruppo di ricercatori di San Diego, California, ha provato a mettere alla prova il tatto umano chiedendo di distinguere superfici di materiale diverso, con differenze talmente minime da essere quasi nell’ordine di uno strato di molecole. I risultati sono stati incredibili, e hanno portato i ricercatori alla conclusione che il tatto è il senso sul quale l’uomo può fare maggiormente affidamento.
Uno degli autori dello studio ha affermato che “i recettori che elaborano le sensazioni avvertite dalla pelle sono, evoluzionisticamente parlando, tra i più antichi dell’organismo.”

shell-2546312_1920Per capire quanto possa essere sviluppato il tatto umano, non solo sulle mani, ma su tutta la pelle, pensate con quanta chiarezza siete in grado di distinguere una carezza affettuosa da una carezza inopportuna o da una maldestra: i recettori cutanei del tatto si integrano con il cervello e le sue esperienze portando ad un risultato chiaro.
Ecco che si ritorna al punto di partenza: il tatto allenato dell’osteopata, unito alla sua esperienza, è in grado di riconoscere con chiarezza la qualità dei tessuti che tocca e capire cosa non sta funzionando nel corpo del paziente.
Per cui bisogna arrendersi all’evidenza: un tatto allenato è in grado di sentire differenze anche minime nel corpo del paziente, e l’esperienza dell’osteopata è in grado di distinguere se quelle informazioni che recepisce raccontano di un tessuto in salute oppure con un problema da risolvere.

Per i curiosi ecco il link dello studio ameriano, http://pubs.rsc.org/en/Content/ArticleLanding/2018/MH/C7MH00800G#!divAbstract, e per gli scettici ecco un piccolo e banale esperimento:
avete mai provato a riconoscere delle monete prese dalla tasca dei pantaloni a occhi chiusi?
All’inizio farete un po’ di fatica ad indovinarle tutte, ma con un po’ di allenamento ed esperienza diventerà facilissimo!

Provare per credere!

Francesco Marcheselli
Scritto da Francesco Marcheselli