lombalgiaIl mal di schiena è una condizione comune tra le persone: alcune lo associano spontaneamente ad un movimento od uno sforzo, altri invece, non trovando una spiegazione apparentemente valida, si chiedono, e spesso mi chiedono:

DA COSA DIPENDE IL MIO MAL DI SCHIENA?

I motivi per il quale si presenta un mal di schiena sono moltissimi, alcuni evidenti, magari collegati ad un trauma od un movimento errato, altri più subdoli, apparentemente inspiegabili, e sono anche i più difficili da risolvere. 
Si possono applicare cerotti medicati, si possono prendere antinfiammatori vari, il dolore può andare meglio per un po’, ma poi ritorna a infastidire le azioni di tutti i giorni senza pietà.
Un possibile attore protagonista del vostro mal di schiena potrebbe essere il diaframma:

COS’E’ IL DIAFRAMMA? E COME FUNZIONA?

Il diaframma è un muscolo: il suo compito è quello di eseguire la respirazione anche quando non ci facciamo caso, attivandosi autonomamente. Lo conoscono bene i cantanti, chi si occupa di danza, o anche di alcuni sport, perchè lavorando sul diaframma si può migliorare la performance.

diaframmaIl Diaframma è un muscolo molto grande, posto a cupola dentro la gabbia toracica, divide il corpo in due: la parte di sopra, con braccia, collo, testa, polmoni e cuore, e la parte di sotto, con tutti gli organi dell’addome come fegato e intestino, oltre al bacino e le gambe.
Questo muscolo riceve e gestisce le tensioni che vengono dall’alto (postura della testa, uso sbagliato delle spalle..) e quelle che vengono dal basso (traumi sul bacino, problemi di digestione, infortuni a caviglie o ginocchia…), senza contare le problematiche emotive, che non possiamo certo mettere sopra o sotto il diaframma, ma che sicuramente lo influenzano, come ad esempio un periodo di stress o di ansia particolare.

Il suo è un compito ingrato, deve moderare tutte le tensioni e contemporaneamente occuparsi del respiro. Si potrebbe certo obiettare dicendo, è il suo lavoro, è nato per farlo!
..Ora immaginatevi per un attimo voi, sotto stress, sul lavoro, con dieci persone che tutte insieme vi dicono cosa fare, vi danno degli ordini, e voi dovete ascoltare, ma contemporaneamente fare quello per la quale siete stati chiamati a lavorare..che succede?

Un urlo isterico si alza nella stanza con le parole: “adesso basta, parlate uno per volta!”
Questo è esattamente quello che fa il diaframma quando sottoposto a stress eccessivo.

E COSA HA A CHE FARE TUTTO QUESTO COL MAL DI SCHIENA?

Il muscolo Diaframma si attacca con potenti tendini sulle vertebre della schiena (ultime della gabbia toracica, prime della parte lombare), limitandone la possibilità di movimento ed aumentando la tensione su di loro, come ad ancorarsi per fare più forza.
Il Diaframma si attacca inoltre sulle costole dal lato interno, e se va in tensione questa verrà trasferita alle costole ed alle vertebre della gabbia toracica: un solo, grande, muscolo che piano piano va a bloccare tanti segmenti della schiena, la quale deve continuare a lavorare fino a quando anche lei alzerà bandiera bianca.

La domanda che segue le prime tre, è quasi sempre:

COSA POSSO FARE PER RISOLVERE IL MIO MAL DI SCHIENA?

Come dico quasi sempre nei miei articoli, e come ripeto anche questa volta, il dolore è solo una spia d’ allarme. Se la macchina ha un problema al motore, si accende la spia nel cruscotto, ma non vuol dire che il problema sia nel cruscotto! Assumere antidolorifici è come spegnere la spia: a volte può andare bene, altre volte il rischio però è quello di rimanere a piedi!

Quello che si può fare per risolvere il mal di schiena è affidarsi ad un professionista in grado di analizzare la situazione, e poter risalire la catena che ha portato la spia ad accendersi. Tuttavia ho scritto anche un articolo in cui descrivo gli esercizi per il mal di schiena, così da prevenirlo, non si sa mai o in alcuni casi anche curarlo!

Per esempio:
Distorsione alla caviglia durante una corsa, atteggiamenti scorretti al lavoro (come ad esempio una postazione non ergonomica del pc), vecchio colpo di frusta di 5 anni fa.

Queste tre situazioni banali, apparentemente svincolate tra loro, con le loro tensioni mantenute nel tempo bloccano il diaframma, che blocca la schiena, che accende la spia del dolore.

Un bravo professionista dovrà effettuare un trattamento sviluppato in tre fasi:

Fase 1 – Risalire a cosa blocca il diaframma e lavorare su quello:
con manipolazioni della caviglia per farla tornare a muovere in maniera completa e fluida,
con consigli sulla postura da tenere a lavoro per ridurre i piccoli stress posturali quotidiani,
ridando elasticità alla colonna vertebrale bloccata dal vecchio colpo di frusta.

Fase 2 – Occuparsi del Diaframma:
Dopo aver sistemato la periferia si passa al centro, con un trattamento per togliere tensione al diaframma con tecniche manuali, e successivi esercizi di respirazione per mantenere nel tempo una buona mobilità.

Fase 3 – Spegnere la spia del dolore:
Ridare mobilità alla schiena con manipolazioni (più energiche o più dolci in base alle necessità) per far percepire alle vertebre la libertà di movimento dovuta al fatto che è stato tolta la tensione al diaframma.

Ovviamente dipende da caso a caso, da persona a persona, per cui sarà la valutazione l’atto più importante del trattamento, ma in un caso come quello descritto, non seguire questa linea di azioni può portare ad una soluzione parziale o addirittura inefficace per la persona che soffre di mal di schiena.

A volte capita di avere persone che mi chiedono: “scusa, ma io ho mal di schiena, perchè mi manipoli la caviglia od il collo?”
Ecco, questa è una possibile spiegazione: il trattamento locale sulla spia del cruscotto non è in grado di aggiustare il motore, per tanto se è la schiena a lamentare il dolore, nove volte su dieci non è la schiena a necessitare in prima istanza di una manipolazione!

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Francesco Marcheselli
Scritto da Francesco Marcheselli